lunedì 27 giugno 2016

Limiti che retrocedono ancora....


 

Fra le strategie atte a sottrarre i nostri Amici Animali all'Oblio, includo senz'altro la Clonazione ; che potrebbe forse far di essi rivivere molto più di quel che si crede con gli attuali paradigmi scientisti.
Di recente ho appreso con piacere di una smentita riguardo ai criteri limitanti, da parte del maggior esperto di  clonazione canina del settore, il biologo coreano Hwang Woo-Suk,


 -Sul sito della sua Società si legge che la clonazione è (per ora) impossibile disponendo del solo DNA o di reperti -peli, ossa denti ecc-  che ne contengono ; occorrerebbero necessariamente cellule ''vive'', da coltivare per poi estrarne il nucleo dopo un certo numero di passaggi.

-Sul medesimo sito si precisa che le cellule utili possono esser ricavate dal corpo dell'animale refrigerato a pochi gradi SOPRA lo zero, e per un tempo massimo di 5 giorni ; e ci si raccomanda di NON CONGELARE il corpo, pena la perdita irreversibile di vitalità delle cellule, e quindi di ogni possibilità di moltiplicazione clonale.

 Tuttavia, la recente vicenda di una coppia inglese ha smentito questo consolidato paradigma, così drasticamente pessimista (e ricorrente nell'ambito delle stesse comunità crioniche, n.b.)

Il loro adorato boxer Dylan era stato collocato, e ben due giorni dopo la morte (il 2 luglio dello scorso anno) nel refrigeratore di un'impresa funebre per animali, a pochi gradi sopra lo zero.

Come immagino possa spesso accadere in casi del genere, la scoperta di questa possibilità da parte della coppia disperata fu casuale, e solo successiva al decesso ; ciò che non prometteva bene per la buona riuscita del progetto, laddove, come è ben noto, i tempi sono cruciali.

 Nella totale mancanza di collaborazione veterinaria (umanamente comprensibile per il timore di ripercussioni, non del tutto fuori luogo considerando leggi e burocrazie ottuse che evidentemente affliggono anche l' UK), i due riuscirono a procurarsi su internet un kit per il prelievo e, in base alle istruzioni -e a una buona dose di coraggio, prelevarono campioni tissutali per poi prontamente recapitarli al Centro, nella Corea del Sud.

Questi campioni, prelevati dopo quattro giorni dalla morte -in tempo canonicamente ancora utile quindi- , si rivelarono purtroppo inutilizzabili.

 
Quando la notizia del fallimento fu comunicata alla coppia, il 5 di luglio, Dylan era già stato posto in un freezer dell'impresa funebre da circa due giorni (quindi certamente congelato), in  attesa di esser ''tradizionalmente'' seppellito.

Ma dal Centro si invitò ugualmente a tentare, per scrupolo.

Fu comprensibilmente penoso per la coppia decidersi a scongelare il loro piccolo amico e procedere a un ulteriore prelievo di tessuti ; Dylan era ormai congelato in freezer da cinque giorni , quando finalmente la coppia riuscì a compiere l'operazione.

Dopo un altro viaggio disperato, queste ulteriori cellule furono recapitate al Centro, e .... questa volta l'esito fu positivo!

 -Paradossalmente, l'aver proceduto in ossequio ai  protocolli canonici, o almeno approssimandoli, non aveva dato l'esito sperato; invece, un tentativo disperato e di pressoché scontato insuccesso, nel medesimo caso oltretutto, si rivelò vincente!

Questo dovrebbe insegnare qualcosa anche ai funesti crio-pessimisti, propensi a dare per persi tutti i casi sub-ottimali di preservazione - e il caso è quanto mai pertinente, trattandosi della rivelata vitalità, nell'ambito poi delle comuni  tecnologie attuali, di cellule ricavate da tessuti grossolanamente congelati in un normale freezer ; senza crioprotettivi o cautele di alcun genere.




-Sono convinto che la clonazione, almeno per i nostri piccoli amici, sia una strategia ''immortalista'' già molto valida - non ne salveremo forse la memoria biografica, ma comunque salviamo una Informazione non meno *unica*, che andrebbe ugualmente distrutta per sempre dalla morte/oblio.
Sono convinto che la conservazione di almeno un minimo frammento tissutale di ogni animale domestico (dico ''domestico'' perché, come noi, è in quanto tale sottratto al darwinismo della Selezione => Morte Individuale), sia sempre possibile ed eticamente dovuta, anche se non si intende pianificarne clonazioni  - opzione che resterebbe comunque aperta per il futuro, se e quando lo si potesse/desiderasse.
-Anche la tradizionale ''ciocca di pelo'' può essere abbastanza e dovrebbe anzi esser considerata sotto questa nuova luce : veduta non già come un feticcio magari anche un po' macabro messo via da qualche ''vecchio fissato'' ; ma invece, consapevolmente, come una piccola  vivente reliquia da custodirsi come depositaria di quella preziosa e irripetibile Informazione.


- Deplorevole comunque rimane, che l'assenza di una diffusa forma mentis anti-oblio releghi pratiche come questa a Paesi lontani (a riprova comunque del fatto che non si tratta di nulla di ''assurdo'' -per criticabile che sia la nozione, la Corea del Sud pare vanti il più alto Q.I. medio del mondo!), e che l'assenza di concorrenza e di una economia di scala renda i prezzi così inaccessibili.
-Unico motivo per cui, quand'anche disponessi della somma necessaria rinuncerei senz'altro oggi a tale pratica, è la contro-riflessione che mi porterebbe a considerare, proprio sul piano ''etico'', quanti cani gatti ecc ecc *oggi* bisognosi sarebbe possibile aiutare e concretamente salvare con lo stesso denaro.
- Ma battersi perché questa pratica possa diffondersi e arrivare a prezzi ambulatoriali,  o compatibili con quelli delle -così discriminanti e crudeli- 'sterilizzazioni'' oggi tanto in voga (solo per i poveri ''meticci'' N.B.!), è parimenti  nostro Dovere Etico.
Ovviamente anche le preoccupazioni riguardanti salute e benessere delle cagnoline ''incubatrici'' non vanno dimenticate, ogni intento etico sarebbe altrimenti contraddetto in partenza.

-La clonazione individuale ( l'idea che ogni cane, di ''razza'' o meno  che sia abbia diritto a UN discendente), è un punto essenziale del mio Programma PetsForFuture .
Ovviamente la Reversione dell'Invecchiamento = Semi-immortalizzazione del singolo Individuo,  che renderebbe  ridondante la riproduzione, sarebbe il passo successivo.



-Ma intanto questo successo, questa provata reviviscenza di cellule ''freezate'' deve già insegnarci come anche i criteri dettati dagli esperti di spicco -criteri che già poi sarebbero stati ritenuti folli appena vent'anni fa- , possono ancora trovare clamorose smentite a nostro favore.


-Se per un verso i Sistemi Biologici sono così drammaticamente fragili rispetto a una ''macchina'', a differenza di questa celano però nella propria Complessità risorse insospettate e imprevedibili.
La Complessità biologica comporta la comparsa di Proprietà Emergenti, di cui siamo probabilmente ancora in gran parte all'oscuro; ciò che rende i Bionti diversi dai semplici sistemi chimico-fisici ai quali per praticità di studio li si equipara, modellizzandoli in modo parcellizzato e settoriale.

Dovremmo sempre tenerne conto, anche quando l'evidenza immediata sembra volerci suggerire il contrario.

 

Fabrizio Lucente


Nessun commento:

Posta un commento